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Festa dell'Europa - Appello Federalista |
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In occasione della Festa dell'Europa del 9 maggio, sui principali quotidiani europei è stato pubblicato un Appello Federalista il cui contenuto è stato curato prevalentemente da Pier Virgilio Dastoli e Jaques Attali. Di seguito il testo integrale per l’appello e l’elenco dei primi sostenitori:
Per il federalismo europeo, sola via per uscire dalla crisi
Una grave crisi politica e sociale travolgerà i paesi dell'Euro se essi non decideranno di rafforzare la loro integrazione. La crisi della zona Euro non è iniziata con la crisi greca ma è esplosa molto prima, quando è stata creata un'unione monetaria senza unione economica e fiscale nel contesto di un settore finanziario drogato da debiti e speculazione. Certo, i debiti pubblici sono esplosi in questi ultimi trent'anni ma sono gli squilibri fra i paesi della zona Euro che hanno determinato la situazione attuale.
Da una parte, un insieme costituito dai paesi del Nord Europa con la Germania in testa ha costruito la sua economia sulla competitività e le esportazioni. D'altra parte, i paesi della periferia hanno utilizzato deboli tassi di interesse per alimentare la loro domanda interna e costruito la loro economia su settori di beni non esportabili o meno sottoposti alla concorrenza esterna come il settore immobiliare.
L’esplosione della crisi greca ha messo in luce questi difetti strutturali, creando una crisi di fiducia nella sostenibilità dei debiti pubblici: i creditori hanno scoperto l'insostenibilità degli squilibri nella zona Euro. I tassi di interesse sono schizzati in alto fino a creare un effetto-valanga: quando i tassi di interesse sono superiori alla crescita del PIL, il debito si autoalimenta a meno che non si riescano a realizzare surplus di bilancio importanti. Per realizzare questi surplus, ogni paese è stato costretto ad adottare piani drastici di salvataggio e l'intervento della BCE ha concesso loro solo qualche mese di respiro.
La mancanza di coordinamento ed i piani di salvataggio adottati volta per volta non permettono di rendere compatibili il rigore finanziario e la crescita economica. Peggio ancora i tagli alle spese, cercando di realizzare dei guadagni immediati, colpiscono soprattutto le spese sociali e gli investimenti, condizionando negativamente il futuro.
Questo clima di incertezza frena la domanda e le famiglie preferiscono risparmiare in previsione di future tasse. Contemporaneamente, le banche limitano i crediti al settore privato per risanare i loro bilanci. Cosicché il rilancio non può venire né dalla domanda né dagli investimenti privati né dagli appalti pubblici. I paesi più indebitati sono dunque destinati ad una crescita molto debole o peggio alla recessione, il che aggrava il peso dei loro debiti. Se lo scenario attuale si perpetuerà nel tempo, l'Euro non potrà più disporre dei mezzi per resistere alle tendenze centrifughe ed alla crescita dei populismi. La fine dell'Euro sarà allora solo questione di tempo. L'Unione europea non potrà uscire da questa crisi senza un cambio di paradigma.
Un'altra via di uscita è possibile. Essa consiste nel correggere gli squilibri dell'Unione economica e monetaria superando le insufficienze del trattato di Lisbona per andare al di là del coordinamento fra Stati membri. Essa consiste nel denunciare, ridurre e progressivamente annullare i costi della non-Europa.
Per giungere a questi risultati occorre rilanciare la produttività attraverso riforme strutturali in particolare nel settore dei servizi ed investimenti in progetti generatori di crescita. Essi esistono già: nella trasmissione di energia e nell'efficienza energetica, nei trasporti puliti e nelle politiche urbane, nell'aeronautica e nella ricerca...gli industriali dispongono di progetti su scala europea per i quali è necessario il concorso finanziario di tutti i paesi. Per questa ragione è urgente creare dei project bonds, cioè del debito buono, finanziando esclusivamente progetti generatori di futuri redditi. La BEI potrà senza difficoltà assumere a proprio carico questi progetti sulla base di proposte della Commissione europea.
Occorre circoscrivere poi i debiti del passato mutualizzandone una parte, come proposto dal Consiglio degli esperti tedeschi o dall'Istituto Bruegel. Tale misura diminuirà i tassi di interesse e darà ai paesi indebitati nuovi margini di manovra. All'interno di questa logica occorrerà rafforzare la cooperazione fra la Commissione e i ministeri del Tesoro nazionali nel quadro di un’autorità fiscale europea e nella prospettiva di creare un Tesoro europeo utilizzando il metodo applicato alla BCE che fu preceduta dall'Istituto Monetario Europeo. Si tratta di una nuova tappa verso la creazione di un governo dell'economia europea con un ministro federale delle finanze.
Ma gli investitori acquisteranno i project bonds solo se i mezzi per rimborsarli non proverranno dal contributo volontario dei paesi della zona Euro, perché aumenterebbe il loro debito. Soltanto un'imposta europea nel quadro di un bilancio federale potrà dare credibilità adeguata a questo strumento di crescita. Per finanziare il bilancio federale si può pensare a un punto in percentuale dell'IVA, a una carbon tax e a una tassa sulle transazioni finanziarie. Sarà allora possibile generare con i project bonds più di 1000 miliardi di Euro per investire in progetti di avvenire, rilanciare una vera crescita, proporre una visione convincente dell'Europa e creare i meccanismi per la soluzione degli squilibri che sono all'origine dell'Unione economica e monetaria.
Nessuna imposta potrà essere tuttavia decisa senza legittimità democratica e senza risolvere la crisi di fiducia fra l'Unione europea e i suoi cittadini, offrendo agli Europei una nuova prospettiva. L'Euro non potrà sopravvivere senza un progresso politico democratico decisivo. Noi chiediamo che i deputati europei della zona Euro si riuniscano immediatamente – aperti alla partecipazione di altri deputati europei che lo vorranno – per precisare il cammino che dovrà essere intrapreso da oggi alle elezioni europee nel 2014. Sulla base delle proposte che saranno elaborate, noi chiediamo ai deputati europei di promuovere l'organizzazione di assise interparlamentari sull'avvenire dell'Europa a partire dalla zona Euro, che accoglieranno delegazioni del PE e dei parlamenti nazionali come era stato proposto da François Mitterrand davanti al Parlamento europeo alla vigilia della caduta del Muro di Berlino. Questo federalismo di necessità darà vita ad una vera Europa politica e sociale, le cui istituzioni garantiranno un giusto equilibrio fra politiche monetarie e di bilancio, la stimolazione dell’attività economica, le riforme strutturali della competitività e la coesione sociale rafforzata. La sopravvivenza dell'Euro passa attraverso un governo economico europeo ed un bilancio europeo di crescita.
Solo il federalismo sarà capace di evitare il fallimento dell'Euro e le sue conseguenze disastrose sulla vita di tutta l'Unione europea. Esso aprirà agli Europei la via verso un'Europa giusta, solidale e democratica in grado di garantire il suo spazio centrale nel mondo.
Giuliano Amato Jacques Attali Enrique Baron Crespo Emma Bonino Rocco Cangelosi Jean-Marie Cavada Daniel Cohn-Bendit Stefan Collignon Catherine Colonna Pier Virgilio Dastoli Olivier Ferrand Monica Frassoni Evelyne Gebhardt Pauline Gessant Sandro Gozi Ulrike Guerot Pascal Lamy Jo Leinen Anne-Marie Lizin Alberto Majocchi Pasqual Maragall Philippe Maystadt Yves Mény Haris Pamboukis Romano Prodi Alberto Quadrio Curzio Jacques-René Rabier Barbara Spinelli Francisca Sauquillo Anna Terròn Jacques Ziller |
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Roma, 12 Aprile 2012 - "Equa, Robusta e Sostenibile. Una ricetta per la crescita dell'Europa" |
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Giovedì 12 aprile, alle 17.30, si terrà a Roma, presso la Sala Pietro da Cortona, Musei Capitolini (Piazza del Campidoglio), la presentazione del volume “Equa, robusta e sostenibile. Una ricetta per la crescita dell’Europa”, pubblicato in collaborazione con la Foundation for European Progressive Studies e curato da Claudio De Vincenti. Parteciperanno all'incontro, moderato da Fabrizio Forquet (Il Sole 24 Ore): Giovanna De Minico (Università di Napoli "Federico II"), Giuseppe Coco (Università di Firenze), Claudio De Vincenti (Sottosegretario per lo Sviluppo Economico), Guglielmo Epifani (Presidente Associazione "Bruno Trentin"), On. Bruno Tabacci (Assessore al Bilancio del Comune di Milano). Concluderà l'On. Massimo D'Alema (Presidente Fondazione "ItalianiEuropei" e "Foundation for European Progressive Studies"). Per partecipare alla presentazione è necessario confermare la propria presenza entro martedì 10 aprile ore 18, scrivendo a
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o telefonando allo 06.45508600. Maggiori dettagli sul volume in oggetto potete trovarli al link sottostante:
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Aiccre Sicilia - Risoluzione: Enti Locali e costruzione di un Piano europeo di Sviluppo Sostenibile |
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RISOLUZIONE
L’AICCRE celebra quest’anno il 60°anniversario della sua fondazione senza che siano venute meno le ragioni della sua esistenza e del suo impegno a favore del processo di costruzione europea, pertanto:
l’Ufficio di Presidenza della Federazione Regionale Siciliana dell’AICCRE, assumendo integralmente come proprio il testo della Risoluzione proposta e approvata dalla Federazione Piemontese a Torino l’8 marzo 2012,
visto
Il “Trattato sulla stabilità, il coordinamento, e la governance dell’unione economica e monetaria”, noto come “Fiscal Compact”, firmato a Bruxelles il 2 marzo 2012 da 25 capi di Stato e di governo dei paesi dell’Unione Europea ed avviato alle ratifiche affinché possa entrare in vigore il 1 gennaio 2013 con l’adesione di una maggioranza di Stati firmatari;
valuta positivamente
l’apertura di una nuova fase del processo di unificazione europea in cui i capi di Stato e di governo hanno preso atto della necessità politica di superare il principio delle decisioni all’unanimità nelle adesioni, nelle ratifiche e nell’applicazione dei Trattati, che apre ad ulteriori sviluppi, in particolare alla possibilità di creare nuove istituzioni di governo federale dell’Unione Europea;
denuncia, tuttavia,
- il carattere intergovernativo del Trattato che risponde solo alla necessità di imporre una rigida disciplina di bilancio nei singoli paesi euro, peraltro già contenuta nel Trattato di Maastricht e nella normativa comunitaria anche recente, vedi il Six Pack e il Patto Euro Plus;
- la mancanza di legittimazione democratica sovranazionale per i vincoli che pone a carico dei poteri sovrani degli Stati nazionali;
- l’assenza di qualsiasi riferimento a un Piano europeo di sviluppo sostenibile, necessario per rendere più competitiva l’economia europea, per agevolare, in un quadro di solidarietà, il risanamento finanziario a livello nazionale e per dare ai cittadini un messaggio politico sulla validità della costruzione europea;
rileva
l’urgenza estrema del rilancio del processo europeo, possibilmente con un’iniziativa del Parlamento europeo o del Governo italiano, sulla base dell’art. 48 del Trattato di Lisbona, per la convocazione di un’Assemblea-Convenzione costituente;
si impegna
- a promuovere una mobilitazione degli Enti locali siciliani a favore della Federazione europea e di un Piano europeo di sviluppo sostenibile, attraverso l’organizzazione di Consigli aperti alla società civile, ad iniziare dalla convocazione di una seduta aperta dell’Assemblea Regionale Siciliana nei prossimi mesi;
- organizzare nella seconda metà dell’anno un convegno sul tema “Cooperazione territoriale e politiche per lo sviluppo dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo”, in collaborazione con le rappresentanze imprenditoriali, del mondo del lavoro e degli Enti locali, per discutere della crisi economico finanziaria in corso e dei problemi strutturali che alcuni settori strategici per lo sviluppo delle nostre regioni stanno affrontando.
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Appello ad Italia e Germania per un SI veloce all'accordo Europeo |
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Martedì 13 marzo si terrà, presso il Municipio di Palermo l’Assemblea per la costituzione del Centro di Coordinamento Regionale Siciliano del CIME (Consiglio Italiano del Movimento Europeo) alla presenza del Presidente Nazionale del CIME Prof. Dastoli. Di questo Centro Regionale, che raccoglie Associazioni e Movimenti che producono iniziative ed elaborazioni sui temi della Integrazione Europea e del rafforzamento dell’UE attraverso la sua trasformazione in senso realmente Federale, farà parte anche la Federazione Regionale Siciliana dell’Aiccre. Come primo atto simbolicamente rilevante della nostra partecipazione alla costituzione del Centro Regionale, abbiamo ritenuto opportuno condividere il testo di un appello ai Governi di Italia e Germania elaborato e firmato da Giuliano Amato, Emma Bonino, Franco Frattini, Romano Prodi, Daniel Cohn-Bendit, lo stesso Prof. Dastoli ed altre/i: in vista dell’introduzione del Fiscal Compact e delle nuove discipline di Bilancio che impongono l’introduzione dell’obbligo di pareggio nelle Carte Costituzionali, i firmatari si rivolgono ai due Paesi affinchè, partendo dalla ratifica del Fiscal Compact nella medesima data, si facciano poi promotori insieme di una Dichiarazione Politica per un nuovo passo avanti verso una forte Unione politica con un Governo Federale. Ad Italia e Germania si chiede una azione comune per produrre una Agenda e un Metodo per tale rafforzamento, il cui primo passo sia una Dichiarazione di Interdipendenza dei Governi Europei da sottoporre al prossimo Consiglio Europeo. Inoltre, poiché il rigore e le nuove discipline di Bilancio devono necessariamente accompagnarsi ad efficaci politiche di Sviluppo Sostenibile, l’appello chiede che si dia vita in ogni Paese membro ad un dibattito sul Trattato di Lisbona a cui segua una Convenzione Costituente per la riforma dello stesso da convocare dopo le elezioni europee del 2014 ma entro la fine dello stesso anno. Vi chiediamo quindi di leggere e sottoscrivere l’appello qui allegato e di inviarlo (una volta sottoscritto a titolo personale e/o, se lo riterrete opportuno, a nome degli Enti Locali da voi rappresentati) all’indirizzo email
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Appello ad Italia e Germania |
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Palermo 28 Febbraio 2012 - Consiglio e Direzione Regionale Aiccre Sicilia |
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Sono state convocate le riunioni della Direzione e del Consiglio Regionale della Federazione Siciliana Aiccre per Martedì 28 Febbraio 2012 presso la sede dell'Aiccre Sicilia in via Emerico Amari n.162 a Palermo. L’ordine del giorno delle riunioni, fissate in seduta congiunta alle ore 10.00 in prima convocazione ed alle ore 11.00 in seconda, prevede le Comunicazioni del Presidente e del Segretario Generale, l'approvazione del Bilancio Consuntivo 2011 e del Bilancio Preventivo 2012, le informazioni circa le attività della Federazione per i festeggiamenti dei 60 anni dell'AICCRE e circa la preparazione del Congresso della nostra Federazione (da tenersi nell'autunno 2012); oltre, ovviamente, alle varie ed eventuali. E' possibile scaricare copia della convocazione dal link sottostante.
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